23 giugno 2005

Recensione: Peck - Milano 2004

E' da tutti considerato il Tempio della Gastronomia meneghina e con ottime ragioni visto l'assortimento e la qualità dei prodotti.
Da qualche anno, poi, vende anche il tè e lo serve nella caffetteria-ristorante al secondo piano.

Ci sono stato lo scorso anno, in Aprile e ci sono ritornato ogni giorno durante la breve permanenza.

L'assortimento di tè era molto ricco e curato e di chiara provenienza francese (Le Palais des Thés) e occupava una discreta parte del secondo piano: tra il caffé e la cioccolata. Una commessa, molto carina e in divisa, si occupava sia del settore tè che del caffé, ma era in evidente difficoltà con le spiegazioni delle varie tipologie offerte. Un buon assortimento dell'oggettistica tipica del Palais e qualche teiera in ghisa giapponese.

Ad essere sincero mi aspettavo di più. Mi aspettavo una selezione più rigorosa e aderente ai prezzi praticati (che erano discretamente alti) e una maggiore preparazione nell'assistenza al cliente (a mio avviso la pecca più grave dei grandi negozi).

Ma il dramma vero si è consumato al momento della degustazione.
Ho ordinato del Darjeeling del giardino Margaret's Hope e mi hanno presentato una bella e ampia teiera di porcellana con il marchietto Peck, di almeno 800ml se non maggiore
Le foglie purtroppo erano state messe in infusione direttamente nella teiera senza un filtro o altro espediente per evitare una sovrainfusione con la conseguenza che, dopo la prima discreta e la seconda più astringente, le altre tazze erano poco bevibili e la soddisfazione del consumatore (cioè mia) molto bassa.
A loro parziale giustificazione (?) il fatto che io avessi scelto l'ora di pranzo per gustare il mio tè. Stiamo parlando comunque di Peck, cioè della promessa di una qualità e di una impeccabilità che purtroppo non ho potuto documentare.
A conclusione dell'esperienza, la signora addetta alla cassa aveva un atteggiamento assolutamente poco cordiale, infastidito, di chi ti fa un piacere e non ne ha punto voglia.
Una delusione.
So però che Peck ha cambiato fornitore e quindi anche l'assortimento di tè.
Credo si rifornisca sempre in Francia (presso M.me Tseng) e offre ora una scelta più sofisticata di origini e varietà.
Spero che questo abbia inciso anche sul servizio, migliorandolo.
I contatti on line sono gestiti con molta cura e precisione.

4 Comments:

At giugno 30, 2005 7:46 PM, Blogger bibliotèq said...

non commenterò la tua esperienza, purtroppo è capitato anche a me in altri posti "importanti" di prendere cantonate... ma mi interessa la tua sensazione sul darjeelin di Margaret's Hope.
Io ne ho un second flush 8 lo so che i first sono più ricercani ma a me picciono quelli con un poco più di struttura). Al naso e al gusto spicca una nota leggermente pepata che mi ricorda (assurdo vero?) le tipicità degli Assam migliori, certo che poi al palato escono erbe aromatiche e non il malto però mi incuriosisce questa differenza del "Margaret" con altri Darjeeling di alto lignaggio.

 
At giugno 30, 2005 8:10 PM, Blogger Andrea said...

Purtroppo il Margaret's Hope non me lo sono goduto!!! era comunque un secondo raccolto e concordo con il tuo giudizio: si ha l'impressione di avere una vivacità maggiore del Castleton (che però preferisco) e credo dipenda dall'origine delle piante presenti nel giardino, che sono parte Camellia Assamica e parte Sinensis.
Confesso che non sono preparatissimo sui tè indiani.
Non ho finora assaggiato un First Flush che mi abbia realmente appassionato. L'ho preso da Mariage Frères lo scorso Novembre e non ricordo grandi sconvolgimenti (tranne che al conto), soprattutto perché assomigliava ad un dozzinale Fortnum and Mason comprato a Londra.
E' da un po' che voglio assaggiare i tè del giardino Jungpana e ritrovare un Darjeeling verde veramente buono (si chiama Manjee Valley).

 
At marzo 05, 2006 1:36 PM, Anonymous Cecco said...

Ciao Andrea,

Probabilmente sono fuori tempo massimo per il comento, ma so che Peck si riforniva da Dammann (proprietario anche di Betjeman & Barton) nel 2005. Gia all'origine la Dammann pratica prezzi alti a fronte di una qualità medio-alta. Il Peck poi aggrava la situazione (Yin Zhen rovinato a 400 euro al Kg?!? pagato all'ingrosso da Dammann sui 160. Troppo per la qualità che offrono).

La "cortesia" dei commessi di Peck è poi famosa in tutta la lombardia...

 
At maggio 08, 2006 5:34 PM, Blogger Andrea said...

Però l'addetto alla macelleria era la cortesia in persona e soprattutto simpatico.
Devo ritornare da Peck perché un solo giudizio non basta. Spero di farlo entro l'anno!!!

 

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